No, non sei entrato in una setta, e neanche in una confraternita di iniziati (oddio, magari a volte un po' sì, ma non dovrebbe, diciamo)
Però, dopo che vieni catturato, una delle prime cose che ti verranno fatte notare, prima ancora di spiegarti dove sei capitato, è quanto sia importante avere nuove iscrizioni, quanto tu debba andare in giro fra i colleghi a spiegare le magnifiche sorti che attendono i lavoratori solo se si iscrivono al tuo sindacato.
E proprio al tuo, eh. Mica a quello degli altri, che anzi, insomma, eh, mah.
Tu, che ancora non sai nemmeno esattamente perché sei iscritto tu, né sai bene cosa dice il Segretario Generale, né perchè esista un Segretario Generale, né com'è che stia lì. Più o meno te lo immagini, certo, perchè sei uno che si informa, ma mica più di tanto, in fondo.
Sicuramente non abbastanza per argomentare una qualsiasi posizione, addirittura poi al punto di convincere qualcuno, che sicuramente ti troverà immediatamente il punto debole a cui non sei preparato.
E allora non ti rimane che mettere la tua faccia: dire onestamente che sei convinto della necessità di un sindacato forte, per rappresentare gli interessi che altrimenti nessuno rappresenta, e che bisogna essere tutti uniti, sempre, e consapevoli, sempre.
E quando avrai finito di rappresentare tutto questo senza minimamente accennare a te stesso lì in mezzo, perchè un po' ti vergogni e un po' non pensi di essere all'altezza, indipendentemente dalla fase politica, dalle alterne vicende aziendali, di categoria e nazionali, quelli che ti risponderanno lo faranno così:

Ma, ahinoi, la strada è lastricata di un materiale appiccicoso e raro: la responsabilità.
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